Aglianico del Vulture superiore DOCG

La Basilicata ci regala una delle più gradevoli e intense DOCG del Sud Italia. Si tratta dell’Aglianico del Vulture Superiore, un rosso di carattere dalle origini assai remote. Prodotto con uve 100% Aglianico, questo storico vino affonda le proprie radici in epoca romana. Alcune fonti ne situano la nascita ancora più addietro nel tempo. Pare infatti che l’Aglianico venne importato dai Greci in Italia fra il VII e VI secolo a.C., come si evince dal nome di “Vitis Ellenica”. È con questo nome che presso i romani era conosciuto il vitigno Aglianico, con cui veniva prodotto il Falerno. Il celebre scrittore latino Orazio, che proveniva dalle terre di produzione dell’antico vino Ellenico, ci ha lasciato splendide pagine di letteratura che esaltano lo splendore sensoriale di questo vino e della terra che lo produce. E il successo dell’Aglianico si è tramandato nei secoli perdurando anche nel periodo della dominazione aragonese, quando il nome Ellenico venne trasformato nel più spagnoleggiante Aglianico, in cui il “gl” veniva letto come “ll”. Il disciplinare DOCG, ottenuto nel 2011, prevede che l’Aglianico venga prodotto nei soli territori dei comuni lucani di Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervaso, Banzi, Genzano di Lucania. Il territorio in cui nasce è compreso fra i 200 e i 700 metri d’altezza, su terreni d’origine vulcanica da cui il vino trae le sue preziose qualità organolettiche. Di colore rosso rubino intenso volgente al granato, l’Aglianico del Vulture Superiore ha un odore tipico, gradevole e intenso. Il suo sapore si distingue per essere secco, mediamente tannico, sapido e persistente, accarezzato da lievi sentori di legno. Nella versione Riserva, il colore sviluppa riflessi aranciati, il sapore risulta più equilibrato e i sentori di legno acquistano spessore. La buona struttura di questo vino, lo rende ideale in accompagnamento a piatti saporiti. È divino se servito intorno ai 18 gradi insieme a grigliate e arrosti sia di carne bianca che rossa. È perfetto poi in abbinamento con selvaggina e pollame nobile, anche quando sono serviti in preparazioni elaborate come l’abbacchio o il salmì.

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