Amarone della Valpolicella DOCG

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Prodotto nell’omonima valle in provincia di Verona, l’Amarone della Valpolicella DOCG è un vino rosso passito secco fra i più interessanti della penisola. Ottenuto da un blend di vitigni autoctoni (Corvina, Rondinella e Molinara) vendemmiati tardivamente, l’Amarone della Valpolicella proviene da un paesaggio collinare dolce dominato dalla presenza di vite e di ciliegio. La struttura eterogenea di questo paesaggio lambisce le rive del Garda e si estende fino alle Alpi Orientali. Comprende la Valpantena, la Val Tramigna, la Val d’Illasi e la Val di Mezzane. Per la versione Classica del vino comprende invece un’area più ristretta, che abbraccia i soli territori comunali di Fumane, Negrar, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella. È fra i dolci rilievi della zona che è stato sviluppato il sistema di vinificazione a Pergola Veronese, che abbina mirabilmente le tecniche di antica tradizione con quelle più innovative. Le uve, dopo la vendemmia ottobrina, vengono fatte seccare all’aria per un periodo di due, tre mesi che prende il nome di passerillage parziale. Poi le bucce vengono lasciate fermentare insieme alla polpa secondo un metodo di vinificazione analogo a quello utilizzato in Francia per il vin de paille. Per l’alta qualità dell’Amarone, fondamentale è perciò l’eccellenza delle bucce, che regalano a questo vino la componente tannica, il colore rosso granato, il gusto equilibrato e un’intensità calda e vellutata. Per la sua particolarità e per il suo stretto legame col territorio, nel 2009, l’Amarone della Valpolicella, insieme al Recioto, ha acquisito lo statuto DOCG. Ideale da servire a temperatura compresa fra i 14 e i 17 gradi che ne attutisce il residuo, l’Amarone è un vino generoso in alcool e persistente in bocca. I suoi aromi intensi e concentrati richiamano la frutta matura, la confettura di amarena e di lamponi. Con l’invecchiamento compaiono sentori di muschio, aromi terziari, come quello di catrame, e si sviluppa pienamente la struttura complessa. Bevuto in autunno e in inverno, si accompagna perfettamente con i piatti di queste stagioni, come brasati, stracotti, spezzatini, arrosti e selvaggina. È perfetto anche per i salumi e i formaggi stagionati o per i piatti tipici locali come la pasta e fagioli o il risotto all’Amarone. Dopo i pasti, è ideale come vino da meditazione.

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