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Bardolino Superiore DOCG

Il Bardolino Superiore DOCG prende il suo nome dal pittoresco comune di Bardolino in provincia di Verona. Un piccolo comune che si bagna sulle miti e soleggiate sponde orientali del Garda. Il verdeggiante paesaggio morenico che cinge questa perla architettonica è finemente ricamato da estesi filari di vigna e d’olivo. E infatti, oltre che come meta turistica, Bardolino è famoso come patria del suo celebre Rosso DOCG. Tracce di coltivazione della vite nell’area sono antichissime. Risalgono fino all’età del bronzo, come testimoniano i semi ritrovati nei resti di palafitta. E la tradizione vitivinicola si è tramandata nei secoli dei secoli, grazie anche ai Monaci della chiesa di San Colombano. Questi ultimi hanno salvato nel medioevo il prezioso vino del Garda dall’estinzione. Nel 2001 del Bardolino è stata individuata una tipologia Superiore che ha ottenuto la menzione DOCG perché prodotta in un’area particolarmente vocata che, con rese dell’uva più contenute, produce acini maggiormente zuccherini e adatti all’invecchiamento. Il disciplinare prevede che il Bardolino Superiore venga ottenuto dai vitigni coltivati in loco di Corvina Veronese (35-80%), Corvinone (20%), Rondinella (10-40%) e Molinara (massimo 15%). Inoltre ne restringe la produzione ai soli vigneti dei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion Veronese, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera e Valeggio. Per la tipologia Classico è prevista una sotto-zona di produzione ancora più ristretta, che è quella più prossima al lago e con caratteristiche climatiche e ambientali molto particolari. Il colore del Bardolino è rosso rubino, che volge al rosso granato con l’invecchiamento. Il territorio olfattivo è caratteristico e delicato. Il sapore invece è asciutto, armonico e con punte lievemente amarognole. Talvolta è venato da leggeri sentori di legno. Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Bardolino Superiore si accosta molto bene con primi piatti quali minestre e pastasciutte. È sublime in abbinamento con il risotto al tastasal, un piatto tipico della tradizione veneta realizzato con carne fresca di maiale macinata, salata e speziata da abbondante pepe nero. Servito fra i 16 e i 18 gradi è ideale anche con fritti, pollame e lumache. Per finire, si sposa magnificamente con formaggi molto stagionati, erborinati e in genere ben saporiti.

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