Barolo DOCG

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Conosciuto all’estero come il vino italiano per definizione, come il re dei vini e il vino dei re, il Barolo DOCG a denominazione di origine controllata e garantita, trae le sue origini nelle terre di Langa, un paese situato pochi chilometri a sud di Alba. È nelle stesse colline che hanno nutrito la ricca produzione poetica di Pavese e Fenoglio che nasce un vino dalle radici storiche antichissime. La sua lunga vicenda si intreccia indissolubilmente con quella di un magico territorio cantato nei più alti brani di narrativa e poesia, punteggiato di castelli medievali, compreso l’omonimo castello di Barolo. Ma è solo nella seconda metà dell’Ottocento che, grazie alla grande cultura in fatto alimentare di Camillo Benso di Cavour e all’intuito della marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti, è iniziata la vera e propria produzione dell’omonimo vino che, per disciplinare, prevede l’utilizzo di uve nebbiolo in purezza. Si tratta di un vino che per la sua sofisticata e armoniosa ricchezza sarebbe diventato uno dei più importanti simboli della casa reale italiana e che, per opera del primo ministro del Regno d’Italia, avrebbe fatto da ambasciatore di italianità nelle cene di gala presso le altre corti europee. E oltre al comune di Barolo, il territorio in cui viene prodotto l’omonimo vino include la magica bellezza delle aree comunali di La Morra, Monforte, Serralunga d’Alba, Castiglio Falletto, Novello, Grinzane Cavour, Verduno, Diano d’Alba, Cherasco e Roldi. Nel 2005, a seguito del fiorire di attività e associazioni per la difesa di questo importante vessillo della piemontesità, al Barolo è stata riconosciuta la meritata denominazione DOCG, che rispetto alla denominazione DOC prevede un più severo disciplinare comprendente le Menzioni Geografiche Aggiuntive stabilite dall’Unione Europea. La nobile complessità del Barolo è pienamente comprensibile, nelle sue molteplici sfaccettature, solo da palati particolarmente educati al gusto, attenti a penetrarne le avvolgenti qualità organolettiche. Racchiusi in un colore rosso granato dal carattere pieno e intenso, si sprigionano aristocratici sentori fruttati e insieme speziati. L’apertura, dominata dai frutti rossi nelle loro striature liquorose e di marmellata, è ingentilita da una fioritura di rosa, violetta e cannella. Seguono al centro le scie speziate di pepe, peperoncino e noce moscata. Sul fondo emergono, possenti, liquirizia, cacao, tabacco e cuoio, presi dalla stagionatura all’interno delle nobili botti di quercia.

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