Brachetto d’Acqui DOCG

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Le origini del Brachetto d’Aqui affondano nel mito e nella leggenda, secondo cui Giulio Cesare, prima, e Antonio, poi, offersero in dono a Cleopatra proprio questo vino nella speranza di conquistare il suo cuore.
Del resto il vinum acquense era in epoca romana il più ambito dalle classi patrizie, per le sue sfumature dolci e intensamente aromatiche. Fra Cinque e Seicento, la commedia italiana dell’arte fa del Brachetto il vino preferito da uno dei suoi personaggi più emblematici: il piemontese Gianduja, maschera che rappresentava la città Torino. Le origini del Brachetto D’Acqui si perdono perciò in un passato antichissimo che si rivela carico di appassionanti storie e stuzzicanti aneddoti e dove diventa difficile stabilire se l’origine dell’omonimo vitigno sia piemontese o addirittura francese. E nel 1996 la lunghissima storia del Brachetto d’Aqui si è arricchita di un nuovo importante capitolo. Si tratta del conferimento della Denominazione di Origine Controllata da parte dell’Unione Europea, che ne ha reso più stringente le normative di produzione. Per vantare la denominazione DOCG, il Brachetto d’Aqui deve essere prodotto utilizzando uve Brachetto in purezza, coltivate nella regione attorno ad Aqui Terme. Si tratta di una fertile area che spazia dalle morbide colline della Provincia di Alessandria fino a quelle astigiane e che comprende le sinuose valli del Bormida e del Belbo, due confluenti del Tanaro. Se ci si sofferma sulle qualità sensoriali di questo storico vino, si scopre un colore rosso rubino non particolarmente intenso, che può toccare sfumature rosso granato o in qualche caso rosé. All’olfatto si presenta delicato e sprigiona invitanti aromi di rosa. Leggermente spumato, ha un sapore dolce, delicato e vivace, con forti accenti di fragola, ciliegia e frutti rossi venati da note di muschio. Oltre alla versione frizzante, ne esiste anche una vinificata a spumante, con titolo alcolometrico più alto, ottenuta da uve più mature. Da gustare a una temperatura compresa fra i 10 e i 12 gradi, il Brachetto si beve giovane. Si accorda alla perfezione con i dessert di fine pasto e metà pomeriggio. Talvolta, nella versione spumante, viene servito anche come vino da aperitivo. Dà il meglio di sé con la frutta rossa e le pesche gialle, con i dolci da forno, la pasticceria piemontese e la frutta secche.

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