Breganze DOC

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La denominazione DOC Breganze è la prima ottenuta dal territorio vicentino, un’area dove la produzione enoica ha origini che risalgono alla preistoria. I vini dell’area acquistano storicamente importanza all’epoca della Repubblica di Venezia, quando il Vespaiolo diviene un vino a tal punto richiesto e apprezzato, che il papa Clemente VII sceglie di offrire a Carlo V, fra tutti i vini, proprio il Vespaiolo. Nell’Ottocento, la produzione vitivinicola locale cresce enormemente e arriva a comprendere, oltre alle tipologie autoctone, anche tipologie di vitigno di importazione estera. L’area di Breganze poi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, conosce una nuova rinascita che la porta a spiccare in ambito enologico all’interno del panorama italiano. Oggi le tipologie incluse nella DOC, che è stata istituita nel 1965, sono quindici e sono andate crescendo negli anni. Per quanto riguarda le tipologie realizzate a partire da vitigni a bacca rossa troviamo: Breganze Rosso, Merlot, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Marzemino. Per quanto riguarda le tipologie ottenute a partire da vitigni a bacca bianca troviamo invece: Breganze Bianco, Tai, Vespaiolo, Vespaiolo Spumante, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon e Torcolato. La tipologia sicuramente più famosa e rappresentativa di tutta la DOC è rappresentata dal Torcolato, un vino che è stato incluso nella denominazione nel 1995 a seguito sia dell’intensa e infaticabile attività di promozione operata dai produttori del consorzio Breganze che dell’opera di valorizzazione attuata da parte del Ministero delle Politiche Agricole nei confronti di vitigni autoctoni e poco conosciuti. Il Torcolato viene ottenuto a partire dai più bei grappoli di Vespaiola, una varietà d’uva locale a bacca bianca che si presta divinamente all’appassimento. Dai grappoli d’uva passita ha origine un vino del color giallo carico dell’oro. Il suo profumo è intenso e sprigiona piacevoli sentori di miele e di uva passa, capaci di inebriare le narici con le loro dolci evocazioni. Al palato il torcolato si lascia amare per il suo sapore dolce e non dolce, per il suo carattere armonico, pieno, vellutato e rotondo, che richiama da vicino la frutta matura, il miele e l’uva sultanina. Il Torcolato si gusta pienamente sia come vino da meditazione, sia come vino da fine pasto, da abbinare a biscotti secchi. Ma l’abbinamento con cui questo vino esprime il meglio di sé è quello con i formaggi erborinati.

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