Cannonau di Sardegna DOC

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È il vitigno più diffuso in Sardegna, nonché uno degli orgogli di quest’isola mediterranea carica di storia e di impareggiabili bellezze naturali. È il Cannonau di Sardegna, vitigno autoctono dell’isola, che compone in purezza l’omonimo vino. Recenti ritrovamenti archeologici attestano la coltivazione della vite e la produzione di vino in Sardegna già durante l’epoca della misteriosa civiltà nuragica, più di 3200 anni fa, cosa che ha permesso di riscrivere la storia della diffusione della vite e del vino nel Mediterraneo, che, prima delle recenti importanti scoperte, veniva attribuita ai Greci e ai Fenici. Ed è grazie anche ai nuovi ritrovamenti archeologici che gli studiosi hanno potuto stabilire l’origine antichissima e autoctona del Cannonau, che solo fino a pochi anni fa non si pensava autoctono ma importato dalla Spagna. Le sotto-denominazioni in cui è divisa questa importantissima DOC sarda sono tre: il Cannonau di Sardegna Capo Ferrato, realizzato con uve provenienti dai comuni di Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu e Villasimius, tutti in provincia di Cagliari; il Cannonau di Sardegna Jerzu, realizzato con uve provenienti dai comuni di Jerzu, Ulassai, Gairo, Osini, Tertenia e Cardedu in provincia di Olgiastra; il Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena, realizzato con uve provenienti dai comuni di Oliena e Orgossolo, in provincia di Nuoro. Le tipologie con cui oggi viene commercializzato il Cannonau sono Rosso, Rosé, Rosso Riserva e Passito. Vi è poi la tipologia liquorosa, disponibile nelle versioni sia secca che riserva, la quale viene ottenuta attraverso l’aggiunta di alcol di origine viticola al mosto oppure al vino naturale. Il disciplinare prevede per tutte le tipologie l’invecchiamento minimo delle uve di un anno, di cui almeno sei mesi trascorsi in botti di rovere o di castagno. Per quanto riguarda la tipologia Rosso, questa ha un bel colore rosso rubino che, con l’invecchiamento, si ammanta di riflessi granato o arancione intenso. All’olfatto si manifesta fresco e speziato, con interessanti sentori di frutti rossi e prugne. Talvolta manifesta note eteree e volgenti al resinato, oppure tratti floreali che evocano la rosa passita. Al palato si presenta particolarmente ricco, morbido, caldo, pieno e rotondo, lasciando sul finale una amarognola e tannica piacevolezza. È perfetto con le saporite carni della tradizione sarda come il maialino, il capretto e l’agnello. Ma è ideale anche con brasati e selvaggina, così come con formaggi ben saporiti.

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