Collio DOC

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Il Collio Goriziano, detto anche semplicemente Collio, indica sia la regione territoriale friulana orientale che il relativo vino. I colli goriziani rappresentano la parte italiana di un’ampia regione vitivinicola collinare che sconfina nella Slovenia e che si estende dalla valle del fiume Judrio fino all’Isonzo. La maggior parte delle sue vigne si trovano nel comune di Cormons, un’area caratterizzata da rocce calcaree e clastiche che disegnano spesse stratificazioni. È fra questi colli che viene prodotta una larga varietà di vini predominantemente bianchi, ma anche rossi, che rientrano sotto l’etichetta di Collio DOC. I bianchi sono composti sia da uvaggi locali che francesi e tedeschi, costituiti in prevalenza da Friulano, Ribolla Gialla, Riesling, Riesling Italico, Malvasia Istriana, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Sauvignon Blanc, Traminer aromatico e Picolit. Il Collio Rosso invece indica sovente un blend di Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon in proporzioni variabili. Sul finire degli anni Ottanta l’importante realtà vitivinicola dell’area ha ottenuto con decreto ministeriale la denominazione di origine controllata. Ma oltre che per la ricca varietà di vitigni e per l’orografia straordinaria, che conferisce ai vini un carattere tutto particolare, l’area si distingue per le sue innovative e continue sperimentazioni in materia di vinificazione. Primo grande sperimentatore è stato Mario Schiopetto che è stato fra i primi a introdurre in Italia le tecniche di origine tedesca, come la fermentazione a freddo. Oggi questa tecnica ha raggiunto in Friuli livelli altissimi di avanzamento tecnologico, attraverso le presse pneumatiche e il sistema di imbottigliamento centrifugo. Le sofisticate tecniche di fermentazione studiate dai vinificatori del Collio consentono di massimizzare l’utilizzo di uva fresca e di mantenere intatte le caratteristiche originarie degli acini lungo tutto il processo. È per questo che nella regione del Collio non viene quasi più utilizzata la fermentazione in botte di quercia. Qualche viticoltore la sta tuttavia reintroducendo, sperimentandone utilizzi alternativi su differenti varietà di uvaggio, per dar vita a vini dal carattere straordinariamente complesso.

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