Passito di Pantelleria DOC

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Al centro del Mediterraneo, sospesa nell’azzurro del mare che separa la Sicilia e l’Africa c’è la splendida isola vulcanica di Pantelleria, che da origine a una delle eccellenze enoiche italiane che più hanno conquistato il mercato estero. Si tratta del famoso Passito di Pantelleria DOC, un caldo e avvolgente vino da dessert che accompagna divinamente la fine dei pasti. In un paesaggio segnato dalle colate laviche e da giardini protetti dal vento grazie a muretti a secco che disegnano forme circolari, nasce questa importantissima DOC. Una DOC che viene ancora interamente prodotta con metodi manuali e che racchiude in ogni sorso l’anima più profonda e ancestrale dell’isola. Il clima di tipo mediterraneo caldo, temperato dalla forza di impetuosi venti marini, regala alle uve lasciate appassire sul grappolo ben oltre il tempo normale della vendemmia il loro aroma particolarmente intenso. Composto di uve zibibbo per un volume minimo dell’85%, il passito di Pantelleria vanta una storia molto antica, che si intreccia indissolubilmente con le vicende legate alla presenza araba nel territorio. Lo stesso nome del vitigno da cui viene ottenuto il Passio di Pantelleria ha origini arabe. L’etimologia più accreditata vuole che il nome Zibibbo derivi dal toponimo Capo Zibib, luogo da cui il vitigno sarebbe stato importato dagli arabi, che arrivarono nell’isola nell’835 d.C. Un secondo possibile etimo è invece la parola Zabib, che in lingua araba designa l’uva essiccata. Le versioni in cui il passito di Pantelleria si trova in commercio sono due: quella base e quella liquorosa. Il Passito di Pantelleria nella versione base si presenta di un colore giallo dorato dai toni caldi che sconfinano nell’ambra. All’olfatto si lascia apprezzare per il suo odore fragrante e caratteristico di moscato, dagli accenti magnetici e stimolanti. Il gusto è dolce, aromatico e gradevole. Nella versione liquorosa il colore del Passito di Pantelleria si fa più intenso, così come il suo odore, mentre il sapore acquista una vellutata pienezza. Servito a una temperatura compresa fra i 10 e i 12 gradi, questo vino accompagna magnificamente la piccola pasticceria e i biscotti secchi. Nell’isola lo si serve con le tipiche pastarelle della tradizione siciliana a base di pasta di mandorla e pistacchio. Perfetto anche in abbinamento con crostate e dessert a base di cioccolato.

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