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Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG

Nella provincia di Brindisi e di Taranto viene prodotto uno dei vini da dessert più interessanti, capace di valorizzare come nessun altro la ricca tradizione locale di pasticceria secca. Si tratta del Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG. In Puglia la tradizione vitivinicola esiste praticamente da sempre. I due celebri scrittori dell’Antica Roma Plinio e Orazio spendono molte parole di lode nei confronti di vini autoctoni pugliesi. Fra questi spicca il Primitivo di Manduria, che rappresenta il vitigno locale più famoso e importante di tutta la regione. L’origine di questo vitigno è incerta. Alcuni studiosi pensano sia arrivato in Puglia dalla Grecia durante il periodo della colonizzazione ellenica. Altri datano l’introduzione del Primitivo in Puglia a un’epoca ancora precedente: quella della colonizzazione Fenicia. Il nome Primitivo deriva dal fatto che questo vitigno fiorisce in anticipo su tutti gli altri e che i suoi grappoli d’uva giungono a maturazione due o tre settimane prima di quanto non facciano quelli degli altri vitigni. Lo stretto legame che si è creato nei secoli fra questo uvaggio, il paesaggio naturale e le tradizioni locali ha fatto sì che nel 1974 il Primitivo di Manduria ottenesse la denominazione più importante di tutte, quella di origine controllata e garantita. Alla vista, il Primitivo di Manduria Dolce Naturale si presenta di un rosso intenso con orli violacei. Con l’invecchiamento le sfumature violacee tendono però a perdersi, sconfinando nel rosso granato. I profumi che quest’eccellenza enoica pugliese esprime sono ampi e complessi, ricchi di evocazioni di frutti a bacca rossa. Al gusto, questa qualità di Primitivo si presenta secca, asciutta, calda e sapida. Il suo gran corpo e la sua caratteristica potenza sono ingentiliti da sensazioni di morbidezza e dalla presenza di tannini nobili. Servito a una temperatura di servizio compresa fra i 10 e i 14 gradi, il Primitivo di Manduria Dolce Naturale è l’eccellente compagno dei momenti di fine pasto. Oltre che con la pasticceria secca locale, che vede come protagoniste le tradizionali pastarelle alla mandorla, questo vino si sposa divinamente anche con fichi, castagne e mandorle tostate. È infine perfetto con formaggi pecorini stagionati dal gusto deciso.

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