Prosecco DOC

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Fresco ed effervescente, il Prosecco DOC, a partire dagli anni 2000, è divenuto il vino più esportato al mondo, superando, nel 2014, per numero di bottiglie vendute, anche lo Champagne. Il binomio di successo e qualità che rende il Prosecco un vino vincente è stato suggellato nel 2009 dall’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata. Prodotto nelle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, il Prosecco vanta una lunga storia di cui si ha traccia fin nei testi di Plinio che, nel secondo secolo a.C., parla del Pucinum, il vitigno che in epoca moderna avrebbe preso il nome di Prosecco. Un successo così grande e di così lunga durata non poteva non destare nel mondo un’irresistibile voglia di imitazione. Sono molteplici i tentativi di imitare il Prosecco in Sudamerica, Croazia e Australia, prendendone anche il nome. Per questo è stato necessario rendere più stringente la normativa e legare il nome del Prosecco non solo al tipo di vitigno utilizzato, conosciuto anche col nome di Glera, ma anche all’area geografica dell’originaria produzione. Perciò, nel 2009, al Prosecco è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata e alla sotto-zona del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e Asolo la Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG. La normativa prevede che l’uvaggio principale utilizzato sia il Glera per un minimo dell’85%. Per la restante percentuale sono ammessi Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera Lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero vinificato in bianco. Le varietà di Prosecco prodotte vanno dal Prosecco Tranquillo (10,5%vol.) al Prosecco Frizzante (9%vol.) che hanno un gusto secco, fino al Prosecco Spumante (11% vol.) che può avere un gusto sia dry che extra-dry. In tutti e tre i casi, questo vivace vino si presenta allo sguardo con un delicato color giallo paglierino, cui s’accompagna un odore fine e un sapore fresco che richiama la mela gialla, la pera, la pesca bianca e l’albicocca. Nei casi in cui viene fermentato in bottiglia, ha un aspetto leggermente velato e presenta possibili echi olfattivi di crosta di pane e lievito. Diversamente dallo Champagne, non viene fatto fermentare in botte. Va al contrario bevuto giovane, idealmente nell’arco di tre anni. Le versioni più importanti arrivano tuttavia fino ai sette anni. Versatile e leggero, il Prosecco è perfetto per l’aperitivo o come base del celebre cocktail Bellini.

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