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Incastonata tra Campania, Puglia, Calabria, Mar Tirreno e Mar Ionio, con un territorio quasi interamente montuoso e collinare, la Basilicata sta attraversando un periodo positivo per la produzione di vini.

In realtà l’intero comparto gastronomico è in forte crescita, il vino traina gli altri settori, dai formaggi ai salumi, dai prodotti da forno ai dolci, dall’ortofrutta all’olio.

Nonostante ciò la produzione della Basilicata è oggi ancora piuttosto limitata, e solo di recente orientata verso proposte di maggior qualità. La Basilicata conta 4 DOC (Aglianico del Volture istituita nel 1971, Terre dell’alta Val D’Agri del 2004, Matera del 2007 e Grottino Roccanova del 2009), una DOCG e una IGT. Secondo le ultime statiche però la Basilicata è la regione con la più alta percentuale di aziende biologiche certificate.

I due vitigni principali della regione sono la Malvasia bianca, unico autoctono, sia a bacca bianca che rossa e l’Aglianico, grande uva a bacca rossa dell’Italia Meridionale, non propriamente autoctona ma che può quasi essere considerata tale, visti gli importanti risultati che raggiunge in questo territorio.

Nel Volture si producono anche ottime Malvasie, gradevoli Moscati ed un particolare Aglianico Spumante abboccato.

La DOC Matera interessa tutti i comuni dell’omonima provincia. I produttori non sono molti, ma tuti molto validi; ottimi vini a base di uve di Primitivo, Merlot, Syrah e Aglianico per i rossi, mentre ber i vini bianchi si usano la rinomata malvasia bianca di Basilicata – unico vitigno autoctono della Basilicata -, il Moscato bianco, lo Chardonnay. Inoltre molto interessanti sono i rosati della zona, ottenuti da uve Primitivo e un Metodo Classico.

Nella Val d’Agri si trovano le DOC Terre dell’Alta Val d’Agri, un interessante taglio bordolese, e la DOC Grottino di Roccanova, che prende il nome dalle grotte scavate di questo paese della provincia di Potenza.

Il panorama si conclude con l’IGT Basilicata.

Esistono inoltre altre piccole realtà vinicole che hanno bisogno di essere conosciute e valorizzate, poiché ancora un po’ sottovalutate: è il caso della Guarnaccina, un vino prodotto dall’omonimo vitigno.

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