Sforzato di Valtellina DOCG

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Lungo il corso superiore dell’Adda, nel magnifico paesaggio scosceso delle Alpi dai pendii tenacemente finemente lavorati a terrazze, nasce lo Sfursat, o Sforzato di Valtellina DOCG. È il primo vino passito secco d’Italia ad aver ottenuto per decreto ministeriale l’etichetta DOCG, la prestigiosa dicitura che ne esalta il prezioso quanto indissolubile legame con la sua terra d’origine. Si tratta di una terra lavorata a terrazzamenti fin dall’antichità da parte dei Liguri, che per primi hanno sfruttato a fini vitivinicoli la sua ottima esposizione. Nonostante i vitigni si trovino a un’altezza pari o superiore agli 800 metri d’altezza, che non rappresenta certo la condizione ideale per la viticoltura, l’ottimo soleggiamento regala condizioni particolarmente favorevoli che richiamano quelle dolci delle aree ubicate più a sud. Protetta dal cordone delle Alpi rispetto alla violenza dei venti del Nord e sotto i benefici influssi termoregolatori esercitati dal Lago di Como, la Valtellina si caratterizza per un microclima particolarmente adatto alla prosperazione dell’uva, ossia un clima asciutto e ventilato. È per questo che, in questa terra dall’imponente storia e dalle straordinarie qualità ambientali, venivano originariamente coltivati diversi vitigni locali. Non si sa con precisione se in epoca medioevale o napoleonica, a questi è stato affiancato il Nebbiolo, conosciuto storicamente nell’area col nome di Chiavennasca. Quest’uvaggio così nobile, nella sua versione lombarda, ha dato origine a un vino fra i più preziosi e originali nel panorama italiano ed estero. Composto da un volume minimo di uve Nebbiolo del 90%, lo Sfursat viene lasciato invecchiare e affinare nel suo territorio di vendemmia per il tempo di un anno, prima di poter essere commercializzato. Viene così ottenuto un vino dal colore rosso rubino, che con l’invecchiamento tende al rosso granato. Il suo odore si presenta sottile, persistente e caratteristico, con riflessi olfattivi d’uva appassita e in alcuni casi di prugne secche. Al palato si presenta strutturato, profondo e pieno. Il suo carattere è asciutto, caldo e vellutato, venato da striature aromatiche. La sua salda struttura lo rende perfetto da abbinare con pietanze ricche, come quelle di carni rosse e selvaggina da pelo cotte in intingolo. Si accorda perfettamente anche con formaggi ben stagionati dal sapore intenso. È infine ideale anche come vino da meditazione.

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