Soave superiore DOCG

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Un grande vino bianco veneto, valorizzato appieno nel 2010 grazie all’ottenimento della dicitura DOCG. Si tratta del Soave Superiore a denominazione di origine controllata e garantita. La dicitura DOCG ha ufficialmente sancito la profonda e storica relazione fra il Soave e il suo territorio di produzione, limitato alle colline dei comuni di Soave, Monteforte d'Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi e Lavagno. Se prodotto nella sotto-zona storica situata fra i comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, allora il Soave Superiore può fregiarsi del titolo di Classico, un titolo creato negli anni Trenta del Novecento. Per realizzare il Soave vengono utilizzate uve Garganega per un volume minimo del 70%, e, per un volume massimo del 30%, uve Trebbiano di Soave. Ha così origine un bianco dal colore giallo paglierino, che può essere a volte intenso e possedere riflessi verdi e oro. All’olfatto il Soave si presenta ampio, caratteristico e floreale. Il suo profumo vinoso intenso e delicato schiude un sapore pieno e dalle delicate venature amarognole. Laddove il prodotto è lasciato maturare nel legno, assume un gusto più intenso e persistente, arricchito da interessanti note vanigliate. Se lasciato affinare in bottiglia almeno due anni prima della messa in commercio, il Soave può fregiarsi del titolo di Riserva. La Riserva presenta un colore paglierino intenso, un odore profondo e un gusto particolarmente rotondo e avvolgente. Per di più la Riserva si caratterizza per la sua ottima capacità evolutiva, maturando pienamente nel tempo la propria complessità sensoriale. Per le annate migliori, la Riserva arriva a durare, mantenendo alte le proprie qualità organolettiche, fino anche a 10 anni. Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Soave Superiore si presta magnificamente a valorizzare la cucina e i prodotti locali, rinforzando così ulteriormente il suo rapporto col territorio d’origine. Accompagna egregiamente minestre e zuppe della tradizione veneta, soprattutto di pesce. È perfetto anche con i secondi, sia di carne che di pesce (fra questi il coniglio alle veneta e il merluzzo alla mugnaia). Il suo carattere di passe-partout lo rende poi ideale sia nel caso di contorni di verdura, sia di formaggi, come il grana padano e il taleggio, sia in accompagnamento ai dolci locali di pasta fritta.

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