Valdadige Schiava DOC

In un sottile lembo di terra che da Merano arriva fino a lambire il Lago di Garda, viene prodotto il Valdadige DOC, che in lingua tedesca è meglio conosciuto come Etschaler. I territori di produzione si situano a cavallo di tre importanti aree vitivinicole: quella in provincia di Bolzano, di Trento e di Verona. Tre aree che subiscono il felice influsso climatico del lago di Garda e che sono maestosamente protette dall’abbraccio dell’arco alpino. La specificazione aggiuntiva del vitigno Schiava è riservata ai Valdadige DOC che sono prodotti con lo Schiava come uvaggio principe, nelle varietà Schiava Grossa, Schiava Gentile e Schiava Grigia. Le tre varietà possono essere impiegate o in purezza oppure in modo congiunto, per un volume dell’85% minimo. Per un volume massimo del 15% sono invece ammessi altri vitigni a bacca nera non aromatici coltivati nel luogo. L’uva Schiava ha probabilmente origini slave ed è stata introdotta sin dal XIII secolo nella penisola Italiana a seguito delle invasioni longobarde. Il nome Schiava deriva quasi certamente dal fatto che quest’uva crescesse irreggimentata in filari e venisse potata fino a ottenere tralci piccoli, affinché fosse di migliore qualità. Ideale da bere giovane quando il suo sapore è ancora tenue e il suo gusto ancora ben fresco e armonico, il Valdadige Schiava ha un colore che spazia dal rosso granato fino al rubino. All’olfatto si presenta vinoso e gradevole. E questa stessa gradevolezza la si ritrova al palato. Il suo gusto è infatti morbido, moderatamente acido, talvolta amabile e striato da piacevoli sentori fruttati. I migliori abbinamenti per questo vino sono i succulenti piatti della tradizione culinaria trentina, e soprattutto la charcuterie locale, che vanta specialità come la carne salata. Il Valdadige Schiava è perfetto anche con la zuppa d’orzo, altro grande piatto tipico della tradizione. E, fra i primi, predilige il timballo di maccheroni. Un interessante abbinamento può essere fatto infine con la salsiccia tipo wurstel. Come temperatura di servizio si consiglia quella compresa fra i 16 e i 18 gradi, che ne esalta al meglio le qualità organolettiche.

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