Verdicchio di Matelica DOCG

Meno conosciuto del più famoso Verdicchio dei Castelli di Jesi, ma altrettanto straordinario, il Verdicchio di Matelica DOC viene prodotto all’interno di un’area molto più ristretta rispetto a quella interessata dalla produzione dell’altro Verdicchio. E non è questa la sola differenza. Il Verdicchio di Matelica viene infatti prodotto nelle colline dell’entroterra e non in quelle che guardano il Mare Adriatico. Situati a un’altezza di

400 metri sul mare, i vitigni che danno origine al Matelica DOC si trovano lungo le propaggini dell’Appennino a cavallo fra le province di Macerata e di Ancona. Qui il clima è continentale e ben ventilato, mentre il terroir è caratterizzato da una ricca presenza argillosa e minerale che dona alle uve il loro tenore fresco, secco e piacevolmente salino. E anche se si guarda alla storia del Verdicchio, questa è straordinaria come il vino cui ha dato origine ed è circondata da un’aura di misteriose leggende. Una di queste leggende vuole che il verdicchio fosse il vino preferito dai Visigoti e dal loro condottiero Alarico (370-410 d.C.), che bevevano questo vino in abbondanza durante la loro discesa verso Roma per mantenersi in piene forze. Non si sa se questa leggenda fosse vera e, tuttavia, si può pienamente concordare con Alarico sulla bontà di questo vino dal carattere fresco, fragrante e armonioso. Ricevuta la dicitura DOC nel 1967, il Verdicchio di Matelica si compone dell’omonimo vitigno per un volume minimo dell’85%. La restante percentuale è di solito costituita da uve Trebbiano e Malvasia impiegate sia da sole che in modo congiunto. I sentori erbacei del Verdicchio, striati da reminiscenze di mela fanno da introduzione a un gusto secco, fine, bilanciato e ben strutturato. Se invecchiato di diversi anni, questo vino finisce per acquisire una struttura particolarmente complessa che fa di lui un grande vino. Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Verdicchio si accompagna divinamente con i piatti a base di pesce, anche riccamente cucinati. Ma l’abbinamento ideale è quello col Vincigrassi, una lasagna tipica marchigiana ai fegatini di pollo. E oltre alla versione ferma, esiste anche una versione Spumante e una versione Passito del Verdicchio Castelli di Jesi.

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