Vesuvio DOC

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Lungo i pendii del vulcano più iconico del mondo vengono coltivate le uve da cui ha origine il Vesuvio DOC, meglio conosciuto come Lacrima di Cristo. L’origine del nome è avvolta nella leggenda. Si dice che Cristo, guardando la straordinaria bellezza della Baia di Napoli mentre ascendeva in Paradiso, si commosse fino al pianto e che le sue lacrime di gioia irrorarono il Vesuvio. Un’altra leggenda vuole che Lucifero rubò al paradiso un suo pezzetto, che è quello del Vesuvio, per portarlo con sé fino all’inferno. E la tristezza di Cristo fece sì che le sue lacrime scorressero lungo il pezzo di paradiso rubato. Un’ultima leggenda invece lega il nome Lacrima all’epoca romana e al culto di Bacco, Dio del Vino. Qualunque siano le origini di un nome così evocativo, la cosa certa è che la coltivazione della vite lungo i pendii vesuviani, considerati aridi e inadatti alla produzione di vino, ha del miracoloso. È dovuta alla caparbietà del produttore Antonio Mastroberardino, la cui ostinatezza ha finito per dare come risultato, contrariamente a ogni possibile previsione, la creazione di eccellenze enoiche di cui la Campania può oggi farsi vanto. Le tipologie di vino che ricadono sotto il nome di Vesuvio DOC sono molteplici e vanno dal rosso al bianco al rosato allo spumante fino al liquoroso. Per quanto riguarda le tipologie bianco e liquoroso, il disciplinare DOC prevede che siano ottenute a partire da un blend di vitigni locali. Per una percentuale compresa fra il 35 e l’80%, sono composte da uve Verdecca e Coda di Volpe (una varietà risalente all’epoca romana della Campania Felix) impiegate sia da sole che in modo congiunto. Per la restante percentuale sono composte da uve Falanghina e Greco di Tufo. Le tipologie Rosato e Rosso sono invece composte per un minimo dell’80% di uve Piedirosso e/o Sciancinoso, impiegate sia in modo congiunto che da sole e, per il restante 20%, di uve Aglianico. Mentre i bianchi e i rosati sono vini di pronta beva, i rossi si prestano abbastanza bene all’invecchiamento, col loro carattere affumicato e il loro sentore minerale dato dal suolo vulcanico e addolcito da note di prugna e frutti rossi avvolte dall’aura speziata di pepe nero e cannella.

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