Vin Santo trentino DOC

La DOC Vin Santo Trentino è una delle più affascinanti e ricercate denominazioni di origine controllata del Trentino, prodotta nei soli comuni di Sarche e Toblino. La sua base ampelografica prevede come vitigno principe il Nosiola, un’uva che trae dal clima mite della Valle dei Laghi le sue pregiate qualità organolettiche. Questa varietà autoctona del Trentino viene coltivata lungo le magnifiche sponde del fiume Sarca in terreni asciutti, ricchi di minerali e ben esposti, capaci di generare un’eccellenza enoica tale da essere conosciuta col nome di Passito dei Passiti. Il procedimento con cui viene ottenuta questa prestigiosa DOC trentina è interessante da scoprire. L’uva viene lasciata appassire fino a tardi, ossia fino alla metà del mese di ottobre. Successivamente viene lasciata essiccare fino a primavera, per essere poi vinificata nel corso della settimana Santa, da cui il nome di Vino Santo. Il lungo periodo di appassimento permette un’alta concentrazione zuccherina cui sia aggiunge la formazione di muffa nobile (Botrytis Cinerea) che dona al vino il suo caratteristico bouquet. Dopo un affinamento in botte di minimo tre anni, il vino è pronto per essere commercializzato. Talvolta, nelle botti di Rovere, la sua maturazione può essere protratta fino a 10 anni. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, il Vin Santo Trentino si presenta allo sguardo di un magnetico color giallo dorato volgente all’ambrato. Il bouquet olfattivo è complesso e raffinato. Gradevole, armonico, fine e delicato, il suo odore spazia dalle reminiscenze di confettura e miele fino a quelle del lievito. Al palato offre un gusto persistente, dalle accentuate note passite. La sua dolce e rotonda piacevolezza è smorzata da una freschezza che non ne rende il sapore stucchevole. Gustato a una temperatura compresa fra i 10 e i 12 gradi, è perfetto sia da solo, come sofisticato vino da meditazione, sia

in abbinamento ai grandi formaggi erborinati, come gli italiani gorgonzola e Stilton, ma anche i francesi Bleu d’Auvergne e Roquefort. A fine pasto, accompagna divinamente i dolci tipici trentini come lo strudel di mela. Infine, la sua straordinaria capacità di invecchiamento lo rende bevibile fino a 50 dopo la vendemmia.

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