Vigneti laziali e vitigni a bacca bianca

Negli ultimi anni la vitivinicoltura laziale ha migliorato il livello medio dei suoi prodotti, grazie soprattutto all’impegno dei produttori della zona

La nostra selezione

Che il Lazio sia, per il vino, una regione di serie B è una convinzione dura a morire, nonostante i lampanti progressi fatti negli ultimi dieci, quindici anni. Effettivamente alla regione mancano quelle punte di diamante che hanno fatto o stanno facendo la storia vitivinicola di alcune regioni d’Italia; in realtà se si sposta l’attenzione non sugli exploit ma sul livello medio dei vini quotidiani, ecco che la prospettiva cambia, e a anche di molto!
Ormai i vigneti laziali si estendono su una superficie di circa 50.000 ettari, su un terreno per metà collinare e per il resto equamente diviso tra pianura e montagna.
In Lazio sono prevalenti i vitigni a bacca bianca, tra cui sono da citare la Malvasia Puntinata, il Trebbiano Giallo, il Trebbiano Romagnolo, la Malvasia di Candia, il Trebbiano Toscano, Greco, Cacchione, Bombino Bianco e Grechetto. Non mancano i vitigni a bacca bianca di provenienza internazionale come Chardonnay, Sauvignon, Semillon e Pinot Bianco. A bacca scura l’autoctono cesanese (comune e di Affile), Montepulciano, Sangiovese, e gli internazionali Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot.
Se si esclude la provincia di Rieti, tutte le altre provincie si contendono, ognuna con validi motivi, la leadership regionale.
Potrebbe forse spiccare Viterbo, con i suoi grandi vitigni, dal Grechetto all’Aleatico, e tecniche di cantina ormai non più improvvisate neanche dai più piccoli produttori. In questa zona, presso Montefiascone si trova la DOC Est! Est!! Est!!!.
Negli ultimi anni c’è una crescita media, data anche da un ottimo lavoro di squadra, come quello che caratterizza la zona di castiglione in Teverina.
Lo stesso discorso vale anche per la zona dei Castelli Romani, dove la produzione vinicola di milioni di bottiglie continua a imperversare, ma la qualità sembra stabilizzarsi su un trend di crescita lentino ma costante. Poco distanti dalla capitale, si distinguono per la prevalenza di vini bianchi. Qui si trova la DOC Frascati, forse la più nota del Lazio e anche due delle DOCG della regione, il bianco dolce Cannellino di Frascati DOCG e il bianco Secco Frascati Superiore DOCG, entrambi prodotti prevalentemente con Malvasia Bianca di Candia e/o malvasia del Lazio in uvaggio.
Fondamentale è segnalare il fervore della Costiera, da Cerveteri a Nettuno, non mancano nuove realtà e maggiori attenzioni alla qualità della produzione.
Alla provincia di Frosinone va il vanto di potersi fregiare, dal 2008, della prima Docg regionale, quella del Casanese del Piglio DOCG, che si produce con il vitigno autoctono a bacca scura cesanese (d’Affile o comune).

Dentro ‘a bbotte piccola ce sta er vino bono, ma ‘n quella grossa ce ne sta de piùNella botte piccola c’è il vino buono, ma in quella grande ce n’è di più

Proverbio

La Produzione vinicola

La produzione in Lazio è distribuita al 50% in collina e il restante 50% divisa egualmente tra pianura e zone montuose; in particolar modo è localizzata a Roma e Latina; un altro centro produttivo è senz’altro Viterbo

Le denominazioni

In Lazio troviamo 3 DOCG tra cui il Frascati Superiore DOCG; sono presenti ben 30 DOC tra cui spicca il celebre est!este!este! DOC, inoltre troviamo 6 IGT

C

  • Cannellino di Frascati DOCG
  • Castelli romani DOC

E

  • Est Est Est di Montefiascone DOC

A

  • Aleatico di Gradoli DOC

C

  • Castelli romani DOC
  • Cesanese del Piglio DOCG

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