Bollicine

“A me piace il vino, qualunque vino. Non lo rifiuto mai. Quanto allo champagne, chi non sa che è il miglior tonico che esista? Non posso farne a meno”
(Rosamond Lehmann)

La nostra selezione

Per molti è considerato il parente povero del ben più famoso Champagne Francese, ma lo Spumante Italiano sta vivendo negli ultimi anni un periodo di forte crescita. La continua ricerca di nuovi metodi di produzione avviata in Franciacorta e Valdobbiadene stanno portando ad un netto miglioramento della loro produzione di vini e di bollicine.
La parola Spumante indica semplicemente un “vino frizzante”. Spumante non identifica infatti il livello di dolcezza o la tipologia di uve utilizzate. Ci sono principalmente cinque vini italiani frizzanti tra quelli più conosciuti: Prosecco del Friuli Venezia Giulia, il Lambrusco dell’Emilia Romagna, Franciacorta, Asti Spumante, piemontese e prodotto con sole uve di Moscato e l’Alta Langa (bianco o rosato, si tratta di un Brut millesimato di grande prestigio, prodotto in circa 350mila bottiglie da poco più di seimila quintali di uva Pinot Nero e Chardonnay raccolte a mano per essere pressate ancora intere).
Per definirne la qualità, prima di tutto è necessario capire la differenza tra uno spumante naturale o gassificato. Nel primo tipo l’anidride carbonica, che rende vivace il vino, si sviluppa attraverso la rifermentazione del vino base. In pratica, al vino si aggiungono lieviti che producono una seconda fermentazione che conferisce allo spumante le famose “bollicine”. Lo spumante gassificato, invece, lo si ottiene addizionando al vino anidride carbonica. Qualunque sia il metodo di gassificazione, comunque, quando si osserva uno spumante, la durata del perlage – il numero di bollicine e la loro forma – è fondamentale: più sono piccole e numerose, migliore è lo spumante.
Qual è la differenza tra lo spumante e lo Champagne? I vini spumanti che possono fregiarsi del nome Champagne vengono prodotti esclusivamente in Francia, nei territori di Marne, Aube e Ain (a circa 200 chilometri da Parigi); la loro rifermentazione avviene solamente con il metodo Champenois (o Metodo Classico), termine che deriva appunto dalla zona dello Champagne e che consiste nella rifermentazione in bottiglia con l’aggiunta di sciroppo di zucchero e lieviti. Questo metodi si utilizza per produrre gli spumanti di un certo livello.
Esistono quattro tipologie principali di spumante: il Blanc des blancs, letteralmente il bianco dei bianchi, prodotto solamente con uve a bacca bianca; il blanc des noirs, bianco dei neri, prodotto solamente con uve a bacca rossa vinificate in bianco (senza la buccia); il Rosè, ottenuto da un vino di base rosato; il Crémant, spumante ottenuto con l’aggiunta di una minore quantità di zuccheri durante la lavorazione che rende lo spumante meno gasato (In Italia esiste il Franciacorta Satén, che è una tipologia equivalente).
Per concludere l’Italia possiede tutte le prerogative per diventare il più grande paese produttore di spumanti, sul lato dell’organizzazione commerciale i francesi, bisogna riconoscerlo, hanno saputo anticipare gli italiani, soprattutto valorizzando le denominazioni di origine.

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